Vino vegano: cosa significa

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un incremento nel numero di consumatori vegani e vegetariani.

 

Se prendiamo in considerazione la categoria cibo-vino, un prodotto si definisce vegano se non contiene nessuna traccia di prodotti di origine animale e derivati.

 

Anche nell’etichetta dei vini tale dicitura è sempre più ricorrente, ma quali caratteristiche deve avere un vino per poter essere certificato vegano? Scopriamolo insieme!

 

Con il termine vino vegano si intende un vino realizzato senza l’utilizzo di prodotti o derivati di origine animale, in qualsiasi fase della produzione. Molte persone danno per scontato che il vino, derivando dall’uva, sia di natura vegano, ma non è sempre così. Durante la lavorazione in cantina, infatti, può essere che in alcune fasi vengano utilizzati derivati animali: per la chiarifica, ad esempio, processo che rende il vino limpido e cristallino, i produttori possono usare colla di pesce, caseine oppure albumine, tutte proteine di origine animale particolarmente efficaci per la rimozione della torbidità. Un vino ottenuto con questa lavorazione non può essere definito vegano.

 

Nei vini vegani, invece, l’utilizzo di questi prodotti è vietato; eventuali necessità di chiarifica sono eseguite utilizzando prodotti di origine vegetale come cereali, legumi e patate. Questi ultimi possono essere utilizzati sia nel mosto che nel vino dal 2005.

 

Commercializzare e produrre vini vegani significa rispondere alle esigenze dei consumatori, soprattutto di coloro che seguono questo tipo di alimentazione, offrendo un prodotto capace di soddisfare tale filosofia di vita. Sempre di più questa capacità di adattamento viene richiesta a negozi e ristoranti.

 

Un vino che rispetta le procedure della produzione vegana può ottenere la certificazione rilasciata da A.V.I. LABEL VEG.

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