strada del prosecco

Sono brut ma piaccio

Qualche giorno fa è venuta a trovarci Roberta Costante – collaboratrice per il blog Ius Vinum – in visita nel trevigiano alla scoperta della strada del prosecco.
«Molte persone cercano nella vita il lato positivo, io invece quello enologico e, guarda caso, mi ricordo che la provincia di Treviso è la terra che dà i natali allo spumante italiano più esportato al mondo: il Prosecco. Ebbene sì, glera e fermentazione in acciaio a quanto pare bastano per catapultare il nostro metodo Charmat veneto ai primi posti delle classifiche di vendita internazionali e voglio assolutamente scoprirne il motivo.»

Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone,
e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare,
e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.
-Omero

«Siamo nel cuore del Cartizze, il “cru” di Prosecco più prestigioso di tutto il territorio, dove la glera si esprime al massimo delle sue potenzialità per l’ottima esposizione a sud e ventilazione che dona naturalmente all’uva un grado zuccherino più elevato. PDC è una piccola azienda in conversione Bio ed è l’unica in zona a produrre solamente Prosecco di Cartizze. Il proprietario, il giovane Pietro De Conti, ha realizzato in pochi anni una realtà innovativa e ben strutturata, puntando su un prodotto di nicchia di grande qualità.
Veniamo accolte da una carinissima Marta, compagna di Pietro, che ci racconta con precisione e competenza, la storia del territorio e dell’azienda. Una delle cose che mi ha colpito di più è scoprire che il Cru di Cartizze è composto da soli 140 proprietari terrieri che si spartiscono i 107 ettari totali che lo costituiscono; PDC è tra i proprietari più grandi in zona con soli 1,5 Ha! Inoltre i costi degli appezzamenti sono talmente alti (circa 2 milioni di € per Ha) che gli valgono il titolo di terreno più costoso d’Europa.

Arriviamo con gioia ben presto alla degustazione; PDC produce 10.000 bottiglie l’anno che divide in 2 tipologie Cartizze Brut e Dry. Vendemmia rigorosamente fatta a mano e pochissimi trattamenti in vigna; lo spumante viene fatto fermentare a lungo e a bassa pressione; anche la quantità dei solfiti presenti risulta essere molto bassa (25 mg/L).

Cartizze brut – il residuo zuccherino di 5 g/l lo classificherebbe come Extra Brut, ma il disciplinare non lo consente. Al naso la frutta bianca fa da padrona; il profumo è dolce, delicato e persistente. In bocca è minerale, abbastanza sapido e fresco, elegante e sontuoso. Semplicemente divino.

Cartizze Dry – la tipologia classica; l’elevato residuo zuccherino non lo rende però stucchevole complice la grande mineralità (data dai terreni argillosi). Al naso è predominante la frutta a pasta gialla: mela, pesca e miele di acacia. In bocca è avvolgente e delizioso. Sublime.

La mia avventura nelle prosecco hills è terminata; si sa, non sono una grande consumatrice di spumanti ma molti di loro mi hanno veramente stupito. Il Prosecco è un vino semplice, diretto e genuino come le persone che lo producono, penso sia proprio questo uno dei segreti del suo grande successo in Italia e nel mondo

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