Metodo Classico e Metodo Charmat-Martinotti: le differenze principali

Metodo Classico e Metodo Charmat-Martinotti: le differenze principali

Fino alla fine del XIX secolo l’unico metodo utilizzato per la produzione di vini bianchi Spumanti era il Metodo Classico, anche conosciuto come metodo Champenoise in quanto impiegato nella produzione di Champagne. Nel 1890 il direttore dell’Istituto Sperimentale d’Asti, Federico Martinotti, studiò una rifermentazione non più in bottiglia bensì controllata all’interno di grandi recipienti. Fu successivamente il francese Eugène Charmat a costruire e brevettare tale sistema ad autoclavi nel 1910, dando origine all’odierno metodo Charmat-Martinotti.

Cosa distingue questi due metodi di produzione di Spumanti?
In realtà le fasi iniziali di vinificazione sono pressoché identiche: al termine della vendemmia, le uve vengono portate in cantina dove subiscono la pigiatura per estrarne il succo e la diraspatura, cioè l’eliminazione dei raspi e dei vinaccioli.
Il mosto ottenuto, corretto in acidità e purificato dalle impurità, viene poi raccolto in grandi cisterne e lasciato fermentare: lo zucchero contenuto nel mosto comincia a trasformarsi in alcol e anidride carbonica.
Dopo questa prima fermentazione il vino viene filtrato, al fine di eliminare lieviti e la parte fecciosa. Giunti a questo punto è necessario indurre nel vino il perlage tipico dello Spumante, attraverso una seconda fermentazione sotto pressione chiamata Spumantizzazione: ed è proprio a questo punto che i due metodi prendono strade diverse.

Metodo Charmat: il vino viene mescolato a lieviti e zuccheri e fatto fermentare nuovamente in cisterne di acciaio per un periodo che va da 1 a 6 mesi. Durante questa fase vengono rigidamente controllate temperatura e pressione.
Successivamente il vino viene filtrato, corretto in zucchero se necessario, imbottigliato e lasciato riposare prima della vendita.
Questo metodo di spumantizzazione tende a valorizzare l’aroma dell’uva piuttosto che i profumi ridotti e di lievito tipici negli spumanti ottenuti col Metodo Classico.
Spumanti che impiegano questo metodo: Prosecco.

metodo charmat

Metodo Classico: dopo la prima fermentazione il vino viene imbottigliato, si aggiungono lieviti e zuccheri direttamente nella bottiglia e si da il via ad una seconda fase di fermentazione.  Una lenta ma costante rotazione della bottiglia a testa in giù favorisce il deposito dei residui fecciosi nella zona del collo della bottiglia, sopra al tappo. Questi verranno eliminati attraverso la Sboccatura, una volta che la bottiglia avrà raggiunto un’inclinazione quasi verticale.
Successivamente si aggiunte una miscela di vino, zucchero o liquore (Dosage) e infine si tappa nuovamente la bottiglia, questa volta in via definitiva.
Spumanti che impiegano questo metodo: Champagne, Franciacorta, Trento DOC, Cava.

metodo classico