
Italia, al primo posto per il settore agroalimentare
L’Italia è il primo paese al mondo per numero di prodotti alimentari che vantano il riconoscimento DOP/IGP, con 328 cibi e 528 vini riconosciuti attualmente, che rappresentano circa il 21% dell’export agroalimentare italiano, per profitti che si aggirano sui 50 miliardi di euro all’anno.
In Italia, le etichette DOP, IGP e STG si riferiscono a specifici marchi di qualità legati ai prodotti alimentari e sono legati alla loro origine e caratteristiche distintive. Ogni sigla indica una protezione di origine a cui fa spesso capo un consorzio di produttori, e si differenziano per il tipo di legame che hanno con il proprio territorio.
1. DOP (Denominazione di Origine Protetta)
La DOP è un marchio che attesta che tutti i passaggi della produzione, trasformazione e preparazione di un alimento avvengono in una specifica zona geografica. Per ottenere la DOP, il legame con il territorio deve essere molto forte: tutte le materie prime devono provenire da quella zona, e tutte le fasi della produzione devono essere realizzate in loco.
Ne sono un esempio i vini DOC e DOCG, ed alimenti come il parmigiano reggiano.
2. IGP (Indicazione Geografica Protetta)
L’IGP è un marchio che garantisce che almeno una fase importante del processo produttivo (come la lavorazione o la trasformazione) avvenga in una determinata area geografica, ma non è necessario che tutte le fasi (come la coltivazione o l’allevamento) si svolgano in quella zona. In altre parole, si tratta di un legame meno forte rispetto alla DOP.
Ne è un esempio l’Olio di oliva Toscano IGP che deve essere prodotto nella regione, ma le cui olive possono provenire anche da altre zone d’Italia
3. STG (Specialità Tradizionale Garantita)
Lo STG è una certificazione particolare che non si basa sul territorio, ma che riguarda i metodi tradizionali di produzione di un alimento. Un prodotto con il marchio STG deve seguire una tradizione consolidata da tempo, ma può essere prodotto anche al di fuori della zona originaria, a condizione che rispetti le modalità di preparazione tradizionali, come ad esempio la classica Mozzarella.
Tra i vari primati, il nostro paese vanta il primo posto al mondo per la biodiversità agroalimentare con ben 12mila specie di flora, tra cui 545 varietà di Vitis vinifera (vite da vino) e 140 tipologie di grano duro. L’Italia è al primo posto in Europa anche nel settore biologico, con 84mila aziende certificate sul territorio nazionale.