
Il Prosecco Rosè
Attenzione: Prosecco Rosè, di cosa si tratta?
Il Prosecco Rosè si può fare, è stato deciso dal Consorzio di tutela del Prosecco Doc, che ha dato l’approvazione, passata lievemente in sordina, il 21 maggio 2019.
Cos’è il Prosecco Rosè e dove si produce?
Siamo qui oggi per rispondere a tutte le vostre domande e per analizzare insieme questa svolta epocale nel mondo della produzione di questo nostro amato spumante, il Prosecco.
La nascita di questa nuova versione di Prosecco funge da spartiacque nei gruppi di appassionati, proprio perché implica una modifica radicale nel disciplinare. Il Prosecco che si tinge di rosa sembrava inizialmente impensabile perché per ottenerlo sarebbe necessaria la presenza di una varietà a bacca rossa. Tuttavia, nel disciplinare la produzione acconsente esclusivamente uvaggi a bacca bianca, quali la Glera (per un minimo dell’85%) ed un taglio tra Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Pinot bianco e grigio e Chardonnay (per un massimo del 15%).
Il Prosecco Rosè porta con sé, pertanto, una svolta nella selezione delle uve: la varietà che è entrata a far parte del disciplinare del Prosecco Doc è il Pinot Nero vinificato in rosso, proprio come nelle famose bollicine di Champagne.
Il Prosecco Rosè è dunque uno spumante prodotto con uve Glera e Pinot Nero, presente in bottiglia dal 10% al 15% e vinificato in rosso.
La zona di competenza per la produzione del Prosecco Rosè comprende l’intera area del Prosecco Doc. Il presidente del Consorzio, Stefano Zanette, ci informa anche sul nuovo nome di questo vino: Prosecco Spumante Rosè millesimato. Nell’etichetta del Prosecco Rosè, infatti, sarà obbligatorio riportare la menzione di “millesimato” indicando l’annata di riferimento di almeno l’85% delle uve.