Cos’è la Fillossera?

La Fillossera è un afide, ovvero un pidocchio della pianta, di origini americane che purtroppo rappresenta la maggiore calamità della viticoltura.

 

Questo insetto, appartenente alla famiglia della Phylloxeridae, si interessa alle piante del pero e della vite che sfortunatamente vengono danneggiate irrimediabilmente.
Nel corso degli anni, la fillossera si è sviluppata in tutto il mondo: è partita dal Nord America per poi arrivare in Europa intorno al 1800.

 

Come nasce questo afide?

 

Lo sviluppo di questo insetto inizia con la neanide, ovvero lo stato giovanile dello sviluppo postembrionale per gli insetti con la metamorfosi incompleta, successivamente diventa adulto sotto diverse forme:

  • gallecola detta anche fondatrice, presenta il rostro ed è solo in versione femminile;
  • radicicola presenta il rostro;
  • alata sessupara presenta il rostro;
  • sessuale senza rostro in versione maschile (I) e femminile (L);
  • ninfale.

 

La femmina fecondata depone un unico uovo tra l’estate e l’autunno e poi in primavera nasce la gallecola fondatrice. Quest’ultima, che sta solamente nella parte verde della pianta americana, crea delle galle sulle foglie della vite dove depone le uova dalle quali nasceranno altre gallecole che rimarranno nelle foglie. Contemporaneamente nasceranno anche le radicicole che cadranno a terra per raggiungere le radici dove creano dei cambiamenti simili alle galle fogliari, generando così altre generazioni. Nei mesi da giugno ad ottobre alcune radicicole diventano alate sessupare, che iniziano la loro vita nelle radici e depongono sulla corteccia le uova da cui nascono successivamente i sessuali. Le femmine fecondate depongono sulla corteccia l’uovo d’inverno che si schiuderà in primavera così da iniziare nuovamente il ciclo.

 

Quali sono i danni creati dalla Fillossera?

 

In base alla pianta attaccata, l’insetto in questione crea un danno diverso, nello specifico:

  • nella vite americana, essendo le foglie molto reattive alle punture, si creano delle galle in superficie facendole diventare nodose e irregolari. Nelle radici, invece, il danno è limitato poiché sono più resistenti alle radicicole. Quest’ultime attaccano sia le radici di conduzione che quelle assorbenti: esse subiscono dei danni in superficie ma la loro vitalità non viene compromessa.
  • nella vite europea, invece, avviene il contrario. Il danno è rilevante soprattutto nelle radici di conduzione che sono molto sensibili poiché la loro legnosità è minore. La pianta infetta col tempo si deperisce arrivando quindi a morire.

 

Cosa fare per salvaguardare la pianta?

 

Per evitare che la pianta muoia dopo essere stata attaccata dalla malattia si è trovata una soluzione: il portainnesto.
Il portainnesto consiste nell’innestare la parte fogliare della vite europea sulle radici della vite americana. Così facendo, si evita che il parassita riesca ad attaccare la pianta perché la parte delle radici è composta dalla vite americana, poco reattiva, mentre la parte aerea è costituita da vite europea che risulta poco sensibile all’insetto.

 

Negli anni sono stati studiati altri metodi di lotta diretta per vincere la Fillossera come l’iniezione di solfuro di carbonio nel terreno oppure l’inondazione, sfortunatamente entrambi i metodi hanno portato alla morte della pianta.

 

Quando è nato questo parassita e come si è diffuso?

 

Come anticipato, la fillossera è una malattia che è stata scoperta nell’America del Nord nel 1854 da C.H. Fitch. Nel 1863 la Fillossera è arrivata in Europa, in particolare in Francia, a seguito dell’importazione di alcune barbatelle di viti infette. La Francia, infatti, è stato il primo paese europeo ad essere stato contagiato; successivamente la diffusione della fillossera si è estesa anche in Italia, dove alcuni reperti ci informano che al 1894 la conta era di 27 provincie colpite con ben 100mila ettari distrutti.