
Quale è la differenza tra brut e dry?
(più in generale la classificazione dei vini spumanti)
Si produce e commercializza il Prosecco in tre versioni: Prosecco tranquillo, Prosecco frizzante e Prosecco spumante.
La differenza tra le tre tipologie consiste nella pressione in bottiglia, e di conseguenza nella persistenza delle bollicine. Il Prosecco tranquillo ha un’atmosfera di pressione in bottiglia ed è senza bolle, il Prosecco frizzante ha meno di 2,5 atmosfere di pressione in bottiglia e bollicine meno vigorose di quelle che invece caratterizzano il Prosecco spumante, vino con più di 3 atmosfere di pressione in bottiglia.
È tra gli spumanti che avviene un’ulteriore categorizzazione, basata sul residuo zuccherino. Se un Prosecco spumante ha tra gli 0 e i 6 grammi di residuo zuccherino per litro sarà nominato Extra Brut, fino ai 12 rientrerà nella gamma più generale del Brut. La versione con un dosaggio intermedio è l’Extra Dry, che può raggiungere i 17 grammi di zucchero per litro.
Comunemente, la tipologia di Prosecco conosciuta come più amabile è quella del Dry, 17-32 grammi di residuo zuccherino per litro, che gran parte delle cantine comprendono nella loro produzione.
Il disciplinare del Prosecco prevede che questo tipo di vino bianco si possa vinificare al massimo con 50 grammi di zucchero residuo, dando quindi l’opportunità di includere anche il Prosecco demi-sec tra il ventaglio delle possibilità.
Possiamo quindi concludere che la differenza tra i vari Prosecchi spumanti consista solo ed esclusivamente nel dosaggio di zucchero residuo presente in bottiglia, e che il brut e il dry rappresentino, comunemente, le due versioni opposte: una, la prima, il Prosecco adatto a chi preferisce i vini secchi, l’altra, il dry, più amabile e rotonda.
Lo zucchero residuo menzionato finora deriva dalla seconda fermentazione, obbligatoria e prevista dal metodo Martinotti-Charmat, processo con cui prevalentemente si produce il Prosecco spumante.
La seconda fermentazione, detta anche spumantizzazione, deve durare un minimo di un mese; la nostra cantina scegli di far stare il vino sui lieviti dai due ai cinque mesi, a seconda della tipologia in questione.
Il tempo trascorso in autoclave condiziona principalmente lo spessore della bollicina, e la cremosità che di conseguenza si percepisce al palato.
Il residuo zuccherino invece è responsabile della struttura aromatica del vino, più che delle sue componenti visive. Più un Prosecco spumante ha zucchero residuo in bottiglia, più restituisce sentori floreali e di frutta matura. Al contrario, un dosaggio basso di residuo zuccherino tipico, ad esempio, del brut provocherà invece sensazioni diverse, che ricordano gli aromi delicati della frutta bianca, giovane e, nel particolare caso dell’extra brut, verde e acerba.
Da ultimo, per i vari tipi di Prosecchi spumanti si consigliano anche abbinamenti culinari differenti. Operando di norma per affinità più che per contrasto, l’extra brut esalterà e sarà esaltato da cibi tanto sapidi e particolari quanto il vino, come le crudités. Con il brut si sposano bene affettati, formaggi stagionati, carne bianca e anche primi piatti quali i risotti. L’extra dry rappresenta la tipologia in assoluto più flessibile: un ottimo vino da aperitivo che si fa gustare tanto solo quanto in abbinata a cibi dolci e salati, cotti e crudi. Il Prosecco spumante dry, vino più morbido e rotondo, si combinerà nel modo migliore con creme, frutta, dolci lievitati.