12 cose da vedere a Valdobbiadene

12 cose da vedere a Valdobbiadene

Un angolo di Veneto dove viticoltura, storia e arte danno origine ad un paesaggio unico al mondo. Dolci colline, vigneti centenari, luoghi di culto, corsi d’acqua: Valdobbiadene è certamente terra di rara bellezza dove il lavoro dell’uomo e la natura hanno creato geometrie senza precedenti. Proprio per questo motivo le colline di Valdobbiadene sono entrate a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO nel 2019. Valdobbiadene è la destinazione ideale per chi ama viaggiare lentamente, per chi vuole trascorrere del tempo all’aria aperta e per chi vuole assaporare l’unione tra cucina tipica veneta e le pregiate bollicine del Prosecco Superiore.
La nostra cantina Cartizze Pdc si trova in un’ottima posizione per visitare Valdobbiadene e tutte le sue bellezze.

Ecco le 12 cose che dovete assolutamente visitare in Valdobbiadene:

1. Anello del Prosecco
L’Anello del Prosecco Superiore è un itinerario naturalistico da svolgere a piedi o in bici, della lunghezza di 15km, che conduce attraverso alcune rinomate località collinari di Valdobbiadene: San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol. Un percorso alla scoperta della tradizione e della cultura enogastronomica di questa terra. Scarica la mappa!

Anello del Prosecco

2. Colle Colesel
Uno dei punti panoramici più belli di Valdobbiadene. Situato tra le frazioni di Santo Stefano e Saccol, questo piccolo colle è stato attrezzato con delle panche in legno ricavate da alcuni tronchi, sulle quali accomodarsi per godere a pieno i tramonti sulla valle del Cartizze (considerata la Gran Cru del Prosecco). Consigliamo poi di fermarsi per cena o per un veloce aperitivo (prima delle 18.30) al Ristorante Salis, adiacente.

Colle Colesel

3. Osteria senz’Oste
Immersa tra le vigne del Prosecco, l’Osteria senz’Oste è una tipica osteria veneta in formato self-service: l’oste arriva, rifornisce la dispensa ogni mattina, e poi se ne va. I clienti possono arrivare senza prenotare, entrare nell’osteria e prendere salumi, affettati, pane, formaggi e dolcetti, quindi farsi lo scontrino da soli, pagare e uscire. All’esterno si possono acquistare le bottiglie Prosecco e di vino bianco ai distributori automatici (proprio quelli che solitamente vendono lattine!), accomodarsi sui numerosi tavolini tra i filari e godersi il pic nic in completa autonomia, con vista sul Cartizze. L’Osteria dispone di parcheggi appena fuori l’ingresso, tuttavia sono pochi e spesso occupati: si consiglia di parcheggiare nei parcheggi convenzionati, indicati dai cartelli lungo la strada provinciale, e raggiungere il luogo a piedi. L’Osteria non dispone di spazi coperti o all’interno ma solo all’aperto, pertanto in caso di maltempo si sconsiglia di andarci.

Osteria senz’Oste

4. I sassi di Zoe – le sculture di Angelo Favero
Camminando lungo la frazione di San Pietro di Barbozza, ad un paio di chilometri dal centro di Valdobbiadene, ci si imbatte con piacere nelle sculture di Angelo Favero, chiamato Zoe, solitario artista d’altri tempi che trasforma i sassi del Piave in stravaganti sculture. Il suo studio “open air” è costituito da un piccolo giardino e da una baracca di lamiera e cemento che l’artista ha ribattezzato Alcazar (fortezza, in arabo). Le sue opere, che considera come figli e amici, non sono in vendita ma nel piccolo paese le si incontra in ogni angolo: nella fontana della piazza, nei negozi e nelle caffetterie che frequenta abitualmente.

I sassi di Zoe - le sculture di Angelo Favero

5. Pianezze ed il Monte Cesen
Non si tratta di vette alte come le Dolomiti, ma certamente offre un ambiente montano suggestivo a pochi chilometri dal centro di Valdobbiadene. Non a caso il massiccio del Cesen è riconosciuto come montagna dei Trevigiani. Le opzioni che offre sono molte: trekking a piedi, mountain bike, ma anche passeggiate slow insieme ai lama, adatte a famiglie e bambini, oltre ad un’offerta enogastronomica di tutto rispetto legata alla tradizione montana.
Il paesaggio che dalla piazza Pianezze, punto di partenza dei numerosi sentieri, porta verso le vette del monte Cesen è un alternarsi di boschi, prati e pascoli ancora oggi impiegati per l’alpeggio in malga. Uno dei più curiosi, accessibili e ben segnalati è il “Sentiero dell’acquedotto e delle prese”, un sentiero ad anello che, grazie ai numerosi pannelli didattici presenti lungo il percorso, introduce l’escursionista alla flora, alla fauna e alla storia dell’uomo in queste montagne. Scarica la mappa!

Monte Cesen

6. Parco Avventura Pianezze
Ai più piccoli ma anche agli adulti è dedicato il Parco Avventura Pianezze, situato proprio nell’omonima piazza: funi, corde, scivoli, teleferiche, ponti tibetani, reti per mettere alla prova i più coraggiosi attraverso 3 sono percorsi graduali in difficoltà. Aperto tutto l’anno, consigliamo di chiamare il Rifugio Stella Alpina Pianezze (0423 973904) per verificare orari e tariffe.

Parco Avventura Pianezze

7. Giro delle malghe
Numerosi sono i sentieri che dalla piazza di Pianezze consentono di raggiungere tutte le malghe site in Cesen: malga Faè, malga Barbarìa, malga Mariech, malga Budoi, malga Domion a est, malga Molvine e Agriturismo Balcon a ovest. Un’idea molto divertente è organizzare assieme ad amici o parenti un “Giro per Malghe”, da “customizzare” in base a quanta strada si desidera percorrere. Scarica la mappa!

Giro delle malghe

8. San Floriano
Un punto panoramico davvero mozzafiato. Il santuario dedicato a San Floriano è situato sulla cima dell’omonima collina che domina il centro del paese. Le prime testimonianze che lo riguardano risalgono al 1424, tuttavia nei secoli successivi fu ricostruito e ampliato numerose volte. In particolare, questa piccola chiesetta subì gravi danni durante i bombardamenti della Prima Guerra Mondiale (1917-1918) in seguito al quale venne ricostruita in via definitiva, con integrazione del piazzale antistante dal quale si può godere di un panorama mozzafiato sulle colline di Valdobbiadene. San Floriano è raggiungibile a piedi da piazza Marconi proseguendo per via Roma, via San Martino e quindi via San Floriano; oppure con l’auto seguendo le indicazioni per località Pianezze.

San Floriano

9. Eremo di Sant’Alberto
Situata alle pendici della frazione di San Pietro di Barbozza, questa piccola chiesetta è uno degli edifici di maggior rilievo storico per Valdobbiadene. L’epoca di costruzione è tuttora sconosciuta, tuttavia le prime testimonianze di eremiti in loco risalgono già al 1488. Fin dai tempi antichi è stata meta di pellegrinaggi da tutti i paesi limitrofi, soprattutto famiglie contadine per invocare la pioggia nei periodi di siccità. Subì numerose restaurazioni nel corso degli anni, soprattutto ad opera di fra Giuseppe Pilla, un eremita che vi abitò per lungo tempo (all’ingresso del santuario è collocata la sua lapide). In tempi moderni è stata restaurata nel 1978 ad opera della Parrocchia di San Pietro di Barbozza e tuttora viene utilizzata come sede per incontri di spiritualità. È raggiungibile a piedi con una passeggiata di un’oretta dal centro di San Pietro di Barbozza.

Eremo di Sant’Alberto

10. Duomo di Santa Maria Assunta
D’obbligo è una visita al Duomo di Santa Maria Assunta, affacciato sulla piazza del Paese, che conserva al suo interno preziose opere d’arte realizzate da artisti del calibro di Francesco Beccaruzzi, di Paris Bordon e di Palma il Giovane. Le prime testimonianze di una chiesa intitolata a Santa Maria, a Valdobbiadene, risalgono al 1259. I bombardamenti della Prima Guerra Mondiale provocarono il crollo della quasi totalità dell’edificio: al termine del conflitto la chiesa è stata ricostruita. Sempre durante il conflitto la chiesa era stata anche ridotta ad obitorio per i caduti Austro-Ungarici, è stata riaperta al culto nel 1923. mole del campanile progettato da Francesco Maria Preti e decorato da una bella meridiana. L’orario di apertura è ogni giorno dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Esternamente svetta l’imponente campanile, progettato dall’architetto Francesco Maria Preti di Castelfranco e costruito tra il 1743 e il 1767. La bella cuspide a bulbo invece risale al 1810. Anch’esso, come il Duomo, subì gravi danni durante il primo conflitto mondiale e venne restaurato negli anni successivi, oggi è considerato il simbolo di Valdobbiadene. A causa dei bombardamenti venne distrutta anche l’affascinante meridiana che realizzata dal sacerdote Giovanni Follador nella prima metà del XIX secolo. Oggi, dopo un attento restauro, essa, con il suo calendario zodiacale solare, decora nuovamente il lato sud.

Duomo di Santa Maria Assunta

11. Chiesa di San Gregorio
La Chiesa di San Gregorio, dedicata a San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa, fu eretta nel Duecento e non smette mai di stupire i visitatori per la sua composta bellezza. Dapprima si stabilì la Confraternita di Santa Maria mentre successivamente, nel 1601, vi si insediarono i frati Cappuccini che ne completarono l’ampliamento ed il restauro. Dopo la soppressione nel 1769 il convento passò in mano a privati per divenire infine proprietà della Parrocchia. Del complesso, finemente restaurato nel 2001, restano solo alcune arcate del chiostro e l’antico pozzo. Inoltre, lungo i muri perimetrali sono state riportate alla luce alcune croci del Settecento e una bella meridiana. Unico edificio seicentesco del territorio valdobbiadenese stupisce ancora oggi i visitatori per la sua composta bellezza. Per la sua ottima acustica la chiesa viene spesso usata come auditorium per conferenze e concerti. È raggiungibile a piedi dal centro del Paese, in circa dieci minuti.

Chiesa di San Gregorio

12. Parco del Piave
A Bigolino, frazione di Valdobbiadene, si estende l’area naturalistica del Parco del Piave, chiamato anche Parco Naturale del Settolo Basso. Si tratta di un percorso che si estende per circa 5 Km, offrendo la possibilità di scoprire numerosi corsi d’acqua, cascatelle, risorgive, flora e fauna tipiche degli ambienti umidi. Il tutto in una zona completamente pianeggiante per cui adatta anche alle famiglie. Accesso consigliato è quello Ovest, da Via San Pellegrino.