Cosa sono le barbatelle?

Definiamo con il nome di “barbatella” un tralcio di vite che, messo in determinate condizioni, emette le “barbe”, vale a dire le radici.
Il perché del nome “barbatella” è rintracciabile proprio in questa definizione, ed è reso ancora più noto dall’immagine: guardandola, è evidente il collegamento tra la forma delle radici della pianta e quello che ci evoca: la struttura tipica della barba.

 

Un sinonimo di barbatella è quello di vite innestata, vite cioè che non verrà interrata a piede franco ma per cui sarà necessario utilizzare un supporto, nello specifico per la glera un apparato radicale americano, resistente alla fillossera.
Tenendo come riferimento l’immagine, si notano chiaramente due colori che caratterizzano la struttura della pianta e che anche visivamente ci indicano un piede e un apparato vegetativo di diversa origine: in particolare la parte superiore risulta verde, mentre quella inferiore in corrispondenza delle radici è marrone, del colore del legno.
La colorazione verde è data dalla paraffinatura, tipica pratica a cui si ricorre quando si esegue l’innesto: consiste nell’apposizione di cera per proteggere la zona dell’innesto dalla disidratazione, dall’attacco di funghi e per consolidare, dall’esterno, l’unione delle due componenti, americana ed europea.

 

La ragione per cui quando parliamo di glera parliamo anche necessariamente di barbatelle, o di viti innestate, è da ritrovarsi nella presenza nel terreno della fillossera: un parassita di importazione americana che in Europa bazzica dalla seconda metà dell’800. Questo piccolissimo insetto è capace di procurare ingentissimi danni alle piante che colpisce. In particolare, le punture della fillossera sulle radici delle viti europee provocano la formazione di lesioni così profonde da compromettere la funzionalità della pianta, portandola a deperire nel giro di pochi anni.
La sua comparsa in Europa ha rappresentato un fenomeno tanto degno di nota da dividere a tutti gli effetti la storia del vino nel continente in due specifici periodi: quello pre fillosserico e quello post fillosserico.

 

La necessità di un supporto americano sorge proprio per fornire alla varietà glera uno strumento di resistenza e sopravvivenza. Le viti americane hanno infatti specificità che le differenziano dalle piante europee, presentando una maggiore tendenza a subire danni di fillossera a livello fogliare piuttosto che radicale. Le loro radici sono considerate pressoché immuni o completamente resistenti alle punture dell’insetto, e forniscono così il supporto perfetto per una pianta da interrare in terreno infetto da fillossera.